I DIRITTI NON SI APPALTANO
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE
1. CHI LAVORA IN APPALTO DEVE AVERE STESSO SALARIO E STESSI DIRITTI DEI DIPENDENTI DEL COMMITTENTE
Un lavoratore in appalto o subappalto impiegato in attività o servizi tipici del ciclo produttivo del committente deve avere le stesse tutele economiche e normative, e lo stesso inquadramento, di un dipendente del committente.
2. PIÙ TUTELE AI LAVORATORI AUTONOMI: BASTA SFRUTTARE LE PARTITE IVA!
Estendiamo il principio per cui a parità di lavoro devono corrispondere le medesime tutele e il medesimo costo del lavoro, indipendentemente dalla tipologia di contratto.
3. PIÙ RESPONSABILITÀ DEI COMMITTENTI PRIVATI SU SALUTE E SICUREZZA
Portiamo negli appalti privati quanto previsto per gli appalti pubblici: è il committente a dover rispondere in termini di quantità di manodopera impiegata e tempi di realizzazione, per ridurre il rischio di incidenti ed infortuni.
4. PIÙ RESPONSABILITÀ DEI COMMITTENTI PRIVATI E PUBBLICI SU SALARI E DIRITTI
Rafforziamo la responsabilità in solido del committente nei casi di appalto illecito, applicazione di un CCNL non attinente alla reale attività svolta o sotto inquadramento. Questo vale anche in caso di lavoro dipendente o autonomo per una piattaforma digitale, o di lavoro contemporaneo per più committenti (c.d. “pluricommittenza”). In caso di appalto illecito assegnato da una pubblica amministrazione, non potendo per legge assumere i lavoratori in appalto (per obbligo di concorso presso la P.A.), si propone
un risarcimento pari a 24 mensilità.
5. APPALTO ILLECITO: ASSUNZIONE DIRETTA DEI LAVORATORI
Oggi, anche in caso di accertamento di intermediazione di manodopera da parte dell’Inps o dell’Ispettorato del Lavoro, il lavoratore deve far richiesta al giudice di assunzione presso il committente che ha beneficiato del suo lavoro. Noi chiediamo invece che sia riconosciuto in automatico il contratto a tempo indeterminato presso il committente o i committenti, fatto salvo il diritto del lavoratore a preferire altre soluzioni (es: conciliazione in denaro).
6. LIMITI ALLE CATENE DEI SUBAPPALTI
La maggior parte degli infortuni e delle violazioni di legge o dei contratti collettivi di lavoro, e i maggiori tentativi di infiltrazioni da parte di mafie e criminalità organizzata, avvengono lungo la catena dei subappalti. Proponiamo che il subappalto sia vietato nei settori o territori dove i rischi sono maggiori.
Chi prende un appalto deve poter essere in grado di svolgerlo, almeno per la gran parte, direttamente.
7. DIRITTO DI INFORMAZIONE E CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI
Nelle aziende con più di 15 dipendenti devono essere previsti momenti informativi tra azienda e sindacato affinché i lavoratori del committente ed i loro rappresentanti sappiano quali attività si intendonoappaltare, perché e soprattutto a quali condizioni.
