IL MONDO È IN FIAMME!
Dopo l'Ucraina si è riaperto un fronte pericoloso in Medio Oriente con l'attacco all'Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele. Le ritorsioni delle Guardie Rivoluzionarie iraniane — che controllano non solo la politica, ma anche larga parte dell'economia del Paese — non si sono fatte attendere. Siamo di fronte a un chiaro tentativo di trascinare l'intero Medio Oriente in una guerra catastrofica, capace di sconvolgere il mondo intero.
Basti pensare alle ripercussioni immediate della chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto dell'energia fossile consumata nel mondo. Già da ieri il gasolio e il gas hanno subito una forte impennata dei prezzi. Anche se l'Europa non è per il momento coinvolta direttamente — e con la speranza che non lo sia nemmeno in futuro — subiremo comunque le conseguenze. Molto dipenderà dalla durata del conflitto e dal suo esito. Se l'Iran dovesse minare lo Stretto di Hormuz, i tempi per rendere nuovamente navigabili quelle acque non sarebbero brevi.
Rimane poi l'incognita sulle strategie di Teheran, che potrebbe attaccare le infrastrutture petrolifere della regione per allargare il conflitto e costringere nazioni finora estranee a intervenire, pur di proteggere le proprie economie. Si pensi alla Cina e all'India, che dipendono per una buona percentuale dall'energia che transita da quelle rotte.
E noi pensionati altoatesini, cosa c'entriamo con la grande politica? Politicamente, probabilmente nulla. Ma saremo comunque colpiti da questi eventi, a dimostrazione di quanto il mondo sia interconnesso. Intanto fare il pieno di gasolio costa già di più, e anche la benzina aumenta. Il gas ha subito una prima impennata, il che significa che non solo il riscaldamento costerà di più, ma anche le future bollette elettriche. Il perdurare di questa crisi produrrà effetti sull'inflazione, come abbiamo già visto ai tempi del Covid e dell'invasione russa dell'Ucraina. Produrre beni richiede energia e materie prime — e sappiamo bene cosa significhi per i pensionati un'inflazione in crescita.
La speranza è che prevalga infine la ragione, ma visti i governi che ci ritroviamo, ogni dubbio è lecito. Non ci resta che pregare? Se servisse a qualcosa, lo faremmo volentieri. Purtroppo, senza un rinnovamento della classe politica e una nuova cultura della pace, il mondo continuerà a sprofondare. Non si tratta di porgere l'altra guancia — cosa che in passato non ha certo risolto molto — ma di dare ogni giorno il nostro piccolo contributo, anche quando sembra inutile, per far capire a chi incontriamo che senza pace non esistono né sicurezza, né prosperità, né democrazia.
P.S. Non ho neppure accennato alla guerra tra i talebani afgani e il Pakistan, che tra l’altro è una potenza nucleare. Ma probabilmente è una questione che interessa poco i nostri Governi e i mass media.
Alfred Ebner
