UN ANNO INTENSO, IL NOSTRO IMPEGNO CONTINUA

IL CAMBIAMENTO NON SI SUBISCE - LO SI GOVERNA CON PRESENZA E PARTECIPAZIONE

Ormai il 2025 volge al termine e come ogni anno è arrivato il momento di guardare indietro prima di voltare pagina. È stato un anno denso, complesso, fatto di sfide collettive, di piccole vittorie, a volte anche di sconfitte e di grandi trasformazioni.

Questo vale per il Sindacato ma anche per ognuno di noi.

Il 2025 ci ha insegnato ancora una volta che nella vita non esistono certezze. Viviamo in un mondo a due facce. Mentre avanza l'intelligenza artificiale, la più grande e rapida trasformazione tecnologica di tutti i tempi, la vita politica guarda indietro rispolverando strategie e parole che pensavamo sepolte per sempre dalla storia. La richiesta dell'uomo solo al comando e il rifiuto della partecipazione democratica stanno raggiungendo livelli preoccupanti. Ci ricordano che la democrazia e la libertà non si alimentano da sole: vanno difese giorno dopo giorno, con impegno e determinazione. Non possiamo adattarci a questo stato

di cose, dobbiamo trovare sempre strade nuove quando quelle vecchie si chiudono. Quest'anno per la Cgil sarà ricordato come l'anno del referendum sul lavoro, dell'impegno per la pace e delle lotte per migliorare le condizioni di lavoro e i redditi di lavoratori e pensionati. È stato un anno segnato da guerre sanguinose che continuano a lasciare ferite profonde. Sarà anche ricordato come l'anno che ha sconvolto gli equilibri politici e commerciali. Le conseguenze dei dazi voluti da Trump e del suo bullismo politico saranno presto più che evidenti. Sono però convinto che dopo un 2025 così intenso, pieno di impegni e battaglie, meritiamo tutto questo momento di quiete di fine anno per ricaricare le energie e prepararci alle sfide che ci attendono.

Mentre dicembre volge al termine, il 2026 già si affaccia all'orizzonte. È un libro di cui alcune pagine per noi sono già scritte. Sarà l'anno del referendum sulla giustizia, della nostra Conferenza di Programma e del Congresso. Sarà anche il momento di

ragionare sulla sanità e di raccogliere firme per una legge di iniziativa popolare su questo tema fondamentale. Poi ci sono tante pagine bianche che riempiremo insieme nell'arco dell'anno. Ma la sfida più grande che abbiamo davanti, e che forse non

abbiamo ancora colto fino in fondo, sono i cambiamenti sui posti di lavoro: nei prossimi anni subiranno una trasformazione radicale. Se saremo capaci di governarla, questa trasformazione potrà portare benefici e maggiore benessere per tuti. Ma se non avremo la determinazione e le strategie giuste, rischieremo di finire nelle mani di pochi oligarchi sempre più potenti e ricchi. L'intelligenza artificiale è partita, si evolve sempre più velocemente e ha raggiunto ormai un punto di non ritorno. Spetta a noi

indirizzarla per il bene di tutti.

Anche nel nuovo anno nessuno ci chiederà di essere perfetti, ma di essere presenti. Saremo chiamati ad affrontare con coraggio i problemi vecchi e nuovi, anche quando la strada sembra incerta o quasi preclusa. Le persone ci chiederanno di ascoltarle e di prendere sul serio i loro problemi, piccoli e grandi. Non dobbiamo smettere di sognare, pur mantenendo i piedi per terra, e dobbiamo cogliere i cambiamenti come un'opportunità, non come una minaccia.

Affrontiamo il 2026 con fiducia, non pensando che tutto sarà facile, ma con la convinzione di poter affrontare ciò che verrà. Sono convinto che il nuovo anno ci troverà pronti a crescere, a imparare, a emozionarci ancora. E nei momenti difficili ricordiamoci che dopo ogni tempesta è sempre tornato il sole.

Concludo augurandovi Buone Feste e un sereno 2026.

Alfred Ebner