NUOVO CALCOLO, NUOVI CRITERI:

COME CAMBIA IL SOSTEGNO PER GLI ANZIANI DAL 2027

La buona notizia è che, a partire dal 2027, la Provincia di Bolzano rivedrà la norma  che disciplina il sostegno straordinario al reddito per le persone anziane.
Sono stati introdotti cambiamenti importanti sia nei requisiti di accesso sia nel calcolo dell'importo. Attualmente, chi ha 65 anni, è titolare di una pensione inferiore a 1.000  euro nel mese di dicembre dell'anno precedente alla domanda e ha un ISEE inferiore
a 20.000 euro, ha diritto a un'integrazione. Tale integrazione è destinata a chi risiede  in provincia di Bolzano ed è pari alla differenza tra 1.000 euro e il trattamento minimo  INPS (603,40 euro). Per il 2026 rimangono in vigore le stesse  regole, pertanto chi pensa di possedere i requisiti necessari  farebbe bene a procurarsi un ISEE entro il 30 settembre. È  sufficiente prenotarsi presso un CAAF, che lo rilascia  gratuitamente. In passato abbiamo criticato queste regole come  inique, ma comprendiamo che non è facile passare da un regime a  un altro molto diverso, per cui questo rinvio è anche accettabile.
La riforma recepisce le nostre critiche e le nostre proposte. In primo luogo, viene  eliminato il limite reddituale mensile di 1.000 euro che finora escludeva chi percepiva  una pensione di poco superiore a tale soglia. In secondo luogo, il sussidio non sarà più
legato al singolo individuo, ma al nucleo familiare e sarà sufficiente che almeno una  persona nel nucleo abbia più di 65 anni e un ISEE inferiore a 20.000 euro. Terzo: la  residenza in provincia dovrà essere posseduta al momento della presentazione della  DSU e non più riferita al 31 dicembre dell'anno precedente. Se nel nucleo familiare ci  sono due o più persone over 65, il sussidio spetta al componente più giovane e  l'importo viene moltiplicato per un coefficiente pari a 1,3.
È molto importante anche il cambio radicale del sistema di calcolo: si introduce un  importo mensile forfettario differenziato per fasce ISEE che va da 350 euro per l'ISEE  più basso fino a 150 euro per un ISEE di 20.000 euro. Questo rende maggiore giustizia,
perché avere un ISEE di 20.000 o di 5.000 euro fa la differenza nella valutazione del  disagio economico di una famiglia.
Rimangono però alcune lacune che non riguardano i criteri, ma la reale conoscenza
della diffusione della povertà nella terza età.
All'appello mancavano circa 10.000  domande rispetto a quanto lasciavano presagire i dati forniti dall'INPS, che parlavano  di 12.000-15.000 potenziali aventi diritto, mentre le domande presentate sono state
meno di 3.000. Le ipotesi sono diverse: o i pensionati poveri sono in realtà molto meno  di quanto si afferma da tempo, oppure le persone non erano a conoscenza di questa  opportunità. Su questo fronte, noi possiamo sicuramente dare una mano.
Va anche detto che avere una pensione bassa non è sempre indice di povertà. Siamo  convinti che anche da noi esista l'evasione contributiva e che spesso chi ne beneficia  non presenta domanda perché non è povero o perché non vuole rischiare i controlli  d'ufficio previsti su una parte delle domande. La Provincia autonoma non ha molte  possibilità di intervento in materia, in quanto le competenze sono affidate alla Guardia  di Finanza e all'INPS. È meno comprensibile, invece, l'affermazione secondo cui in Alto  Adige anche una pensione dignitosa non protegga dalla povertà: andrebbe quindi  definito meglio cosa significhi "povertà" da noi. La povertà assoluta e quella relativa  sono criteri ben definiti nella letteratura scientifica. Il resto dipende ovviamente dagli
stili di vita e dalla gestione delle risorse familiari.  In realtà, anche chi percepisce una pensione di 3.000 euro può avere difficoltà ad
arrivare a fine mese se non sa gestire il proprio reddito o ha uno stile di vita  inadeguato. Uno studio meno recente della Provincia ha messo in luce chiaramente  chi sono le persone a rischio: le donne sole dopo i 65 anni con pensioni di reversibilità  o con pochi contributi versati e le famiglie con due o più figli.
Alfred Ebner