La salute non è un lusso. È un diritto.
Le liste d’attesa per gli specialisti sono ancora molto lunghe.
Chi ha i soldi si rivolge a uno studio privato.
Chi non li ha, aspetta o rinuncia.
L’Italia spende meno del 6,2% del proprio PIL per la sanità pubblica. Nel frattempo, i medici se ne vanno all’estero, il personale infermieristico si dimezza e il Pronto soccorso è sempre sovraffollato. Questo è il risultato di anni di tagli, blocchi delle assunzioni e decisioni sbagliate.
Con una proposta di legge chiediamo un aumento della spesa sanitaria pubblica al 7,5% del PIL entro il 2030. È particolarmente importante che, secondo la nostra proposta, il finanziamento del sistema sanitario non debba mai scendere al di sotto del livello dell’anno precedente. I fondi dovrebbero essere raccolti attraverso la lotta all’evasione fiscale e la razionalizzazione della spesa farmaceutica. Naturalmente siamo consapevoli che l’Alto Adige gode di uno status speciale ed è autofinanziato.
Inoltre, nella proposta di legge si intende abolire i limiti di spesa per le nuove assunzioni. Le autorità sanitarie potrebbero quindi assumere in base al fabbisogno effettivo e non in funzione di vincoli contabili.
La legge prevede inoltre rinnovi contrattuali meglio finanziati e stipendi adeguati.
Per aumentare il numero del personale infermieristico, la proposta prevede temporaneamente l’esenzione totale dalle tasse universitarie per coloro che si iscrivono al corso di laurea in Scienze infermieristiche. Inoltre, si intende istituire una nuova formazione specialistica in medicina generale con le stesse prestazioni finanziarie previste per le altre specializzazioni, poiché proprio l’assistenza sul territorio è insufficiente. E chi non trova aiuto in loco si reca inevitabilmente al Pronto soccorso.
La proposta rafforza le “Case della Comunità”. Queste devono essere in parte aperte 24 ore su 24 per poter assistere le persone senza mandarle ogni volta in ospedale. A tal fine, però, serve anche il personale necessario. E qui subentra l’eliminazione dei vincoli di spesa.
Va sottolineato in particolare che, secondo il progetto di legge, a partire dal 1° gennaio 2027 le strutture del Servizio sanitario nazionale (SSN) non potranno più affidare compiti sanitari essenziali a società esterne. Niente più cooperative che gestiscono interi reparti e niente più gare d’appalto per servizi che devono rimanere pubblici.
Questi sono i punti chiave delle nostre richieste contenute nella proposta di legge. Siamo ben consapevoli che l’Alto Adige ha competenze autonome in materia sanitaria. Anche se la legge si riferisce principalmente al sistema sanitario nazionale, ci sono aspetti che riguardano anche noi.
L’abolizione dei limiti salariali per il personale sanitario potrebbe ridurre l’esodo verso i nostri vicini d’oltreconfine. Anche noi dobbiamo rispettare gli standard minimi, i cosiddetti LEP, fissati a livello nazionale. Quindi: più sono alti, meglio è!
Le “Case della Comunità” sono strettamente legate alla futura assistenza di base e allo status dei medici di famiglia. Anche per noi è importante, guardando al futuro, cercare di stabilizzare il sistema e porre limiti chiari contro una privatizzazione strisciante.
Non occorre essere esperti per capire che vale la pena difendere il sistema sanitario pubblico e che le riforme serie non arrivano da sole.
Alfred Ebner
