CALDO ESTREMO:
22 MILIARDI DI DANNI E MIGLIAIA DI VITTIME SILENZIOSE
Il 2026 ha stabilito un nuovo record. Questo sarà l'anno più caldo di sempre, con temperature che supereranno ogni precedente record.
È evidente che per formulare previsioni precise, queste dinamiche devono essere considerate su un periodo medio e lungo. Tuttavia, si osserva chiaramente un'evoluzione in atto: le temperature sono quasi sempre superiori alla media e gli eventi atmosferici si stanno intensificando. A questo si aggiunge l'invasione di nuove specie animali e vegetali che, non avendo nemici naturali, si espandono e mettono a rischio l'equilibrio del nostro ecosistema. Anche il nostro paese è occasionalmente interessato da malattie tropicali e subtropicali.
Dengue e febbre West Nile, che fino a ora erano sconosciute nella nostra zona, con l'arrivo delle zanzare, che riescono ad ambientarsi per l'aumento delle temperature, rischiano di diventare endemiche. Ma esistono altre malattie che possono raggiungere anche l'Italia. La siccità mette a rischio l’agricoltura: i danni ammontano a oltre 3 miliardi solo in Italia. Tuttavia, stime recenti indicano che i danni per l'intera economia ammontano a circa 22 miliardi. Lo scioglimento dei ghiacciai, infine, mette sotto pressione l'equilibrio idrico e, visto che il ghiaccio fa anche da collante per le rocce alpine, vediamo sempre più spesso precipitare pezzi interi di costoni di montagne e i diluvi provocano sempre più frane.
Anche le persone sono in difficoltà. È evidente che il caldo estremo comporta dei rischi per la salute di chi lavora all’aperto. Tuttavia, sono soprattutto gli anziani a essere le vere vittime del caldo. Il corpo che invecchia suda meno e regola la temperatura interna con minore efficienza; inoltre, si avverte meno la sete, quindi il rischio di disidratazione aumenta senza che la persona se ne accorga. Molti farmaci comuni tra gli anziani (diuretici, farmaci per la pressione e alcuni antidepressivi) interferiscono con la termoregolazione o aumentano la disidratazione, e le malattie croniche, come i problemi cardiaci, il diabete o l'insufficienza renale, peggiorano a causa dello stress da calore.
Non meno preoccupanti sono i problemi sociali legati al caldo. Le persone che vivono da sole hanno meno probabilità che qualcuno si accorga in tempo di un loro malessere, anche a causa del progressivo indebolimento delle reti di vicinato che un tempo si occupavano di controllare gli anziani soli, soprattutto nei centri urbani. In molte ondate di calore verificatesi in Italia, la maggior parte delle vittime era costituita da persone anziane sole. Il quadro che emerge per il 2026 è duplice. La popolazione "giovane-anziana" sembra aver retto meglio grazie ai piani di prevenzione, ma gli anziani over 85 restano il gruppo davvero vulnerabile, con un eccesso di mortalità misurabile dell'8%. Le stime di 5.000-8.000 morti sono solo proiezioni, non consolidate.
Le raccomandazioni e le misure di prevenzione non introducono nulla di nuovo, se non le cose ben note: bere regolarmente, mantenere gli ambienti freschi durante le ore più calde, indossare vestiti leggeri e chiari e, cosa importante, verificare con il medico se i farmaci assunti aumentano il rischio. Fin qui tutto normale.
Tuttavia, se il problema non verrà affrontato alla radice, queste raccomandazioni risulteranno solo palliative. Secondo me, poi, si potranno solo mitigare i danni, che sono sempre più evidenti. Purtroppo, una certa politica ricorda l'orchestra del Titanic che continuava a suonare mentre la nave affondava. Senza una riduzione delle emissioni di anidride carbonica, che si può ottenere solo riducendo il consumo di energia fossile e adottando una nuova politica energetica, andremo dritti verso una catastrofe globale. Infine, e questo è l'aspetto più difficile, ognuno di noi dovrà dare il proprio contributo, rivedendo stili di vita e di consumo ormai consolidati da decenni. Senza la consapevolezza dei rischi e senza una strategia condivisa dalla maggior parte della popolazione, la politica da sola farà ben poco, perché in democrazia le elezioni prima o poi arrivano e il consenso elettorale è fondamentale.
Ebner Alfred
